Altosile: serve biglietto unico per trasporto pubblico

    I servizi di trasporto pubblico in Provincia di Treviso e nel dettaglio nella cintura urbana del capoluogo devono essere rivisti in funzione delle esigenze degli utenti attuali e potenziali. Serve l’attivazione del biglietto unico integrato. Lo scrive in un lettera al presidente della Regione, il coordinamento dei 5 circoli del Pd ‘Altosile’ – Istrana, Morgano, Paese, Quinto di Treviso e Zero Branco – al termine di un incontro con il direttore dell’Unità operativa Mobilità e Trasporti della Regione Veneto, Mauro Menegazzo e i suoi principali collaboratori. 

    L’incontro era stato programmato dal coordinamento dei circoli per comprendere le problematiche della mobilità e del trasporto locale nel territorio.

    “Risulta evidente dai dati forniti”, afferma il responsabile del coordinamento, Innocenzo D’Angelo, “che i principali utenti del servizio di trasporto nella nostra area sono gli studenti. Ne consegue che a prima vista il servizio di trasporto é poco utilizzato dalla maggior parte della popolazione che privilegia l’uso del mezzo proprio. Questi primi dati ci rafforzano nel perseguire l’obiettivo di ottenere un miglioramento del servizi di trasporto che dovranno essere ripensati in funzione delle necessità degli utenti attuali e potenziali”.

    Rivedere e ripensare il trasporto pubblico, sottolinea D’Angelo, “vuol dire ribaltare l’approccio fin qui seguito, ormai obsoleto, in quanto l’attuale organizzazione delle reti risale agli ultimi decenni del secolo scorso ed è la semplice somma dei servizi forniti dalle diverse società di trasporto confluite nell’attuale MOM. Per incentivare la popolazione ad usare i mezzi pubblici occorre attivare quanto prima il biglietto unico integrato con cui acquistare un tempo di percorrenza da utilizzare su qualsiasi mezzo circolante nel territorio prescindendo dai confini amministrativi dei comuni”.

    Il biglietto unico integrato, conferma il coordinatore, “è un modo di concepire la tariffazione agile e moderno ben attuato e sperimentato ormai in molte città e aree urbane italiane e straniere”.