AUTONOMIA, Bisato: «Favorevoli i veneti e la maggioranza del Pd»


    Il documento approvato a larga maggioranza lo scorso 31 luglio dalla Direzione regionale del Partito democratico “per un Veneto più vicino ai cittadini” e “favorevole a ulteriori e particolari forme di autonomia” è diretta conseguenza dell’esito delle primarie. Durante la campagna congressuale, Alessandro Bisato aveva rimarcato in più occasioni e in tutti gli incontri territoriali la propria posizione sull’autonomia.

    «Il quesito referendario», ricorda il segretario regionale, “sta dentro l’alveo della riforma costituzionale ideata, voluta e approvata dal centrosinistra nel 2001. Sono oltre vent’anni che il centrosinistra opera concretamente a livello regionale e a livello nazionale per garantire maggiore autonomia alle regioni. Per questo la nostra indicazione di voto favorevole è quasi naturale e scontata».

    La maggioranza dei veneti è del resto favorevole a ulteriori forme di autonomia per la Regione. Lo afferma un sondaggio realizzato ad agosto da Winpoll che fissa la probabile affluenza al referendum del 22 ottobre tra il 65 e il 70 per cento. «Al di là dei risultati degli istituti demoscopici», dice il segretario del Pd Veneto, Alessandro Bisato, è comunque quanto sa chiunque si dia la pena di arricchire la propria vita sociale al di fuori delle sedi di partito, dei salotti e dei palazzi istituzionali».

    Certo, permangono molte ombre sullo strumento scelto da Zaia, una consultazione referendaria il cui unico effetto è, dopo 16 anni di immobilismo, di rimandare ulteriormente il momento di confronto con il governo nazionale per stabilire quali materie trasferire alla Regione e con quali risorse.

    Infatti, il documento della Direzione del Pd “dice NO alla vuota propaganda leghista, alla deresponsabilizzazione della fallimentare classe dirigente politica veneta degli ultimi vent’anni e al neocentralismo regionale in salsa isolazionista proposto dalla Lega”.

    Per il Partito Democratico, afferma il segretario «autonomia fa rima con responsabilità, non certo con propaganda». «Tolta la patina propagandistica al quesito referendario», aggiunge Bisato, «rimane la nostra volontà di attuare forme particolari di autonomia in accordo con l’articolo 116 comma terzo della Costituzione, e nel pieno rispetto dell’unità nazionale». La priorità, afferma il documento votato dalla Direzione, va alle materie più vicine ai cittadini tra cui le politiche del lavoro, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Inoltre, chiede la piena attuazione dello Statuto regionale in materia di autonomia dei Comuni, delle Province, della Città metropolitana e dei territori montani.

    «C’è una dialettica interna e fa bene a tutto il partito», dice Bisato, «ma il fatto che il contesto, le premesse e gli obiettivi siano condivisi da tutto il Partito Democratico, è indiscutibile. In quel documento riaffermiamo la vocazione federalista del Pd regionale anche in una prospettiva di governo».