Autonomia, tutto bloccato

    Dopo decenni di propaganda e di promesse impossibili da realizzare la realtà è che il percorso è fermo da un anno e mezzo.

    «Sull’autonomia delle regioni è stata fatta una propaganda assurda e deresponsabilizzante. Questa la causa principale se oggi il percorso è impantanato. I veneti sono stati presi in giro, ma da Zaia», denuncia il segretario regionale del Partito democratico Alessandro Bisato. «Al primo punto della loro agenda politica hanno messo l’autonomia e oggi non sanno come raccontare ai cittadini che il loro stesso governo, quello di Salvini e Di Maio, non riesce a fare passi avanti concreti».

    Autonomia, veneti presi in giro

    Sull'autonomia delle regioni è stata fatta una propaganda assurda e deresponsabilizzante. Questa la causa principale se oggi il percorso è impantanato. I veneti sono stati presi in giro, indovinate da chi…

    Pubblicato da Partito Democratico Veneto su Giovedì 23 maggio 2019

    «Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, ascoltato oggi in audizione in commissione Federalismo fiscale, ammette i ritardi del governo sul tema dell’autonomia differenziata. All’orizzonte non c’è nessun cronoprogramma, né alcun documento ufficiale. Come Partito democratico abbiamo chiesto che della questione venga ufficialmente interessato il Parlamento». Lo afferma il deputato Roger De Menech. «Da 18 anni si lambiccano su varie ipotesi di autonomia», rimarca De Menech. «Non ne hanno approvata una che sia una anche perché il primo passo, stabilire i costi e fabbisogni standard e i livelli delle prestazioni da delegare alla Regioni, non è mai stato fatto».

    «Il ministro Stefani in audizione in commissione per le Questioni regionali pare aver compreso che nessuna riforma potrà essere approvata contro il Parlamento». Per il deputato Diego Zardini il ministro «sembra ammettere le gravi responsabilità e i marchiani errori tattici del presidente della Regione, Luca Zaia, che con la propaganda ha spaventato gli italiani. Se rimane dentro i paletti della Costituzione, senza spaccare il Paese, l’autonomia può essere un’opportunità. Occorre determinare sui fabbisogni e costi standard per garantire i livelli essenziali delle prestazioni. Mentre questa maggioranza pasticciona pensa solo alle elezioni e al consenso senza saper come uscire dall’impasse, il Partito democratico continuerà a lavorare perché autonomia e sussidiarietà migliorino efficienza ed efficacia dei servizi e dell’azione pubblica».

    «Non se ne può più, è diventata una farsa», commenta il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, Stefano Fracasso. «I partiti di governo fingono di non sapere quali siano i punti di disaccordo sull’autonomia, ma è tempo di passare oltre e chiederci quale autonomia vogliamo, quale forma di governo è più utile per le regioni e per i territori. A cominciare dalle norme finanziarie. Quelle inserite nella bozza dell’intesa fanno saltare i conti dello Stato e dunque non passeranno mai. Finché non si rimuove il criterio della ‘spesa media’ resteremo impantanati, ma è solo e soltanto responsabilità di Zaia. E poi sulle infrastrutture non ha alcun senso una competenza regionale quando le strategie e le sinergie di porti, aeroporti, ferrovie, gasdotti ed elettrodotti – solo per fare qualche esempio – vanno fatte a livello internazionale».