Autonomia strumentale per scalata al potere della Lega. Ora non interessa più


    Il segretario regionale del Pd, Alessandro Bisato: farsa che ha defraudato due volte i veneti

    «Uno strumento per mettere in difficoltà il governo Gentiloni. Né più, né meno di una farsa è stata dell’autonomia per la Lega ex Nord. Uno strumento di barbarie politica costato 20 milioni usciti dalle tasche dei veneti per offrire una rampa di lancio a Salvini». Il segretario regionale del Pd, Alessandro Bisato, osserva amareggiato lo scontro tra il Movimento 5 Stelle e la Lega che ogni settimana si arricchisce di un nuovo motivo di scontro. «Oggi il sacrificio tocca alle richieste di maggiore autonomia fatte dal alcune regioni, Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna», afferma Bisato. Le prese di posizione del ministro del Sud, Barbara Lezzi, che intende frenare le richieste di autonomia regionali, «rivelano oggi quanto i veneti siano stati presi in giro e doppiamente defraudati: da un lato con un referendum il cui rendiconto finale deve essere ancora presentato ma sappiamo già aggirarsi intorno ai 20 milioni di euro; in secondo luogo nel merito della questione. Perché la richiesta di autonomia era la ricerca di una risposta alla domanda di servizi con standard europei, ma semplicemente uno strumento della scalata al potere della Lega. Ora che quel potere è stato ottenuto, l’argomento non interessa più a nessuno».

    Peggio, conclude Bisato, «i veneti rimangono ostaggio di una coalizione governativa che predica maggiore spesa pubblica (vedremo quanto produttiva, ma ora non è questo il tema) con le tasse raccolte dai cittadini e dalle imprese del nord. Restiamo convinti, come lo eravamo due anni fa e l’anno scorso, che la gestione diretta di alcune materie e quindi in autonomia rispetto alle politiche nazionali consentirebbe al Veneto di tenere il passo delle regioni più avanzate d’Europa».