AZIENDA ZERO: Cosa nasconde la giunta Zaia?


    Alessandro Bisato: «Pessimo segnale le intimidazioni della Regione al sindacato»

    «Cosa nasconde la giunta Zaia per arrivare a minacciare di trascinare in tribunale un sindacato che fa legittimamente il proprio lavoro?». La domanda, tutt’altro che retorica, è del segretario regionale del Partito Democratico, Alessandro Bisato. La diffida da parte del commissario dell’Azienda Zero al segretario della Funzione Pubblica Cgil «è davvero un pessimo segnale che col passare dei giorni nessun organo politico della maggioranza, dal presidente, all’assessore alla sanità, dal presidente della V Commissione al capogruppo di maggioranza si è premurato di arginare», aggiunge il segretario. La colpa del sindacato è aver sollevato presso la stampa e con un esposto alla Corte dei Conti una serie di questioni relative alle spese e alle forniture della stessa azienda.

    «L’attività ispettiva e di controllo di un sindacato è preziosa», rileva Bisato, «la stessa giunta regionale dovrebbe stimolarla e trarne vantaggio. Qui invece assistiamo esattamente all’opposto. Di fronte all’indicazione di una possibile gestione poco chiara, i vertici dell’azienda anziché rispondere nel merito, si affidano agli avvocati per mettere a tacere i sindacati con un’azione intimidatoria estesa agli organi di informazione. La parte politica nel frattempo rimane in silenzio assoluto, a cominciare dal presidente della Regione, nonostante diverse interrogazioni consiliari attendano una risposta diretta».

    Forse, ipotizza il responsabile regionale sanità del PD, Claudio Beltramello, «anche a Palazzo Balbi si stanno rendendo conto che qualcosa non torna. Quella che doveva essere una riforma decisiva per la sanità veneta sta mostrando molte crepe dopo appena 13 mesi. Zaia ci aveva promesso maggiore efficienza del servizio, il taglio dei costi ridondanti e un sistema sanitario più rapido e più vicino ai cittadini. Finora non abbiamo visto nulla di tutto ciò e le denunce dei sindacati riportano un quadro molto diverso dai disegni della giunta. Ai dati portati a supporto delle proprie tesi e alle richieste di chiarimenti della Cgil bisognerebbe rispondere con i fatti, non con le lettere di diffida. Altrimenti, sembra palese il tentativo di ostacolare il legittimo controllo del sindacato sull’attività dell’Azienda Zero. Purtroppo la riduzione del numero di Ulss e i tagli mascherati da riorganizzazioni operati negli ospedali, nei distretti e nei servizi socio-sanitari si stanno rivelando per quello che sono: una manovra finanziaria camuffata da riforma sanitaria, il cui conto lo pagano i cittadini più bisognosi».