Crisi, Bisato: «Voto o governo forte per superare i no che bloccano il Veneto»

    Il segretario regionale alla direzione nazionale del Partito democratico

    Il segretario regionale del Partito democratico, Alessandro Bisato, è a Roma per partecipare alla direzione nazionale del Pd, convocata oggi per discutere della crisi di governo. «La nostra posizione, come partito veneto, rimane la stessa delle scorse settimane», afferma Bisato prima di entrare in direzione. «O si va al voto, oppure si costruisce un governo forte, capace di lavorare per tre anni e mezzo per attuare quelle politiche che sono colpevolmente mancate in questi 14 mesi. In particolare la nostra regione è rimasta senza voce nelle sedi che contano, nonostante la Lega abbia eletto numerosi deputati e senatori e abbia avuto forte rappresentanza nel governo».

    Purtroppo, sottolinea Bisato, «il principale partito veneto, la Lega appunto, si è contraddistinta per incapacità di mediare e di trovare soluzioni. I governi Renzi e Gentiloni, anche grazie al piano ‘Industria 4.0’ avevano messo le condizioni per uno sviluppo duraturo e concreto del nostro territorio. Oggi, a distanza di un anno e mezzo dalle elezioni del 4 marzo, ci troviamo con una serie di partite irrisolte che rischiano di aggravare la crisi economica che si profila all’orizzonte: sul fronte delle infrastrutture pesa moltissimo il mancato completamento delle nuove linee ferroviarie; Venezia attende ancora una soluzione per le grandi navi e per la riqualificazione dell’area di Marghera e intanto Trieste ha già cominciato a rilevare fette di mercato importanti sia sul fronte passeggeri sia su quello merci diventando uno dei terminali europei della nuova via della seta; la sanità regionale, un tempo tra le migliori in Italia, è sotto fortissima pressione per la carenza di personale e per la mancanza di investimenti; non c’è non dico un piano, ma neppure la consapevolezza di come affrontare le problematiche ambientali, dovute da un lato ad eventi atmosferici sempre più disastrosi, come la tempesta Vaia, sia alla gestione dei rifiuti speciali; l’autonomia resta una scatola vuota, anche a dire il vero per come è stata gestita la partita dalla Regione; non da ultimo, dovremo affrontare presto un problema di attrattività generale del territorio, delle imprese e delle istituzioni. Migliaia di giovani laureati lasciano ogni anno il Veneto per l’Emilia Romagna, la Lombardia o altre città europee. Si tratta di un esodo silenzioso che rappresenta un impoverimento del tessuto sociale ed economico di cui presto saremo chiamati a pagare il conto».

    «Auspico», conclude Bisato, «che il prossimo esecutivo nazionale metta al centro dell’agenda del Nord almeno alcune delle questioni elencate, per recuperare quanto non è stato fatto negli ultimi due anni».