Donne in piazza contro il ddl Pillon

    Oggi a Venezia, Padova e Vicenza. Salmaso: “Non vogliamo tornare a un modello di famiglia patriarcale”

    “La Conferenza delle Donne Democratiche del Veneto aderisce alla mobilitazione promossa dalla D.i.Re (Donne in rete contro la violenza) per contestare il disegno di legge Pillon in materia di separazione, divorzio e affido dei minori” – dichiara la Coordinatrice regionale Raffaela Salmaso.

    Oggi 10 novembre le Democratiche Venete saranno nelle piazze della regione insieme alle tantissime associazioni che hanno aderito, per contrastare questo provvedimento, che non rispetta le donne e riporta indietro di anni il diritto di famiglia. Il modello di famiglia che viene proposto è fortemente patriarcale e punta a relegare la donna a un ruolo subordinato. Il disegno di legge vuole sovvertire le garanzie dell’attuale legislazione, considerata troppo sbilanciata in favore delle donne, soprattutto in ambito di affidamento dei figli. Con le misure introdotte sarebbe inoltre messo a repentaglio il futuro delle bambine e dei bambini che, loro malgrado, si troverebbero sballottati tra i due genitori e privati della stabilità necessaria per crescere, studiare, costruire le proprie relazioni. Si trascurano, inoltre, le eventuali procedure in atto per violenza familiare.

    “Per questi motivi riteniamo che il provvedimento vada ritirato nella sua interezza e saremo in piazza anche a Roma il 24 novembre a fianco di tutte le associazioni che si oppongono a questo provvedimento”.

    La Conferenza delle Donne il 10 novembre partecipa alle manifestazioni in tutte le principali città della regione: Padova, sul Liston, via VII Febbraio di fronte a Palazzo Moroni, sit-in ore 15, a seguire passeggiata femminista; Vicenza, corteo dall’Esedra di Campo Marzio a piazza Matteotti, con partenza alle ore 10; Venezia, Campo San Giacomo di Rialto, ore 11.30.

    “Stiamo organizzando inoltre incontri più tecnici organizzati dal Pd”, conclude Salmaso, “per sensibilizzare e informare le cittadine e i cittadini sulle conseguenze negative che deriverebbero dall’approvazione del provvedimento”.