L’ordine dei 5S: “Tirate fuori il peggio dei candidati”


    Un’inchiesta pubblicata oggi sul Gazzettino rivela le strategia della campagna elettorale del Movimento 5 Stelle in Veneto che possiamo riassumere in tre concetti: fango, discredito e insulto degli avversari. Di ciascun candidato dovrà essere esposto “tutto il peggio che si può tirar fuori”, trovate “nefandezze” e “foto imbarazzanti. Tutto quello che può servire a fare campagna negativa su di loro”. Così impone la direttiva impartita da Ferdinando Garavello, responsabile della comunicazione in Veneto del Movimento con il messaggio sms che vi riproponiamo qui sotto.

    Ancora non sappiamo se si tratti di un’iniziativa isolata di un gruppo di ultras incapace di assumersi qualsivoglia responsabilità politica e amministrativa o se l’ordine di infangare gli avversari politici sia arrivato direttamente dalla cabina di regia della Casaleggio e Associati. Certo è che, dopo la pubblicazione dello Statuto dell’associazione Rousseau in cui Casaleggio risulta presidente, consiglio d’amministrazione, tesoriere e assemblea, il Movimento 5 Stelle assomiglia sempre più a una setta controllata da un’unica mente e il cui candidato di punta ha molti punti in Comune con il protagonista del film distopico “The Manchurian Candidate”.

    Nel Partito Democratico continueremo a perseguire il bene di tutti non il male per qualcuno. Tanto meno dei nostri avversari politici che continueremo a rispettare, nonostante le sostanziali differenze di vedute. Perché la nostra società, veneta e italiana, ha bisogno di persone e rappresentanti dei cittadini capaci di immaginare un futuro in cui si affermino valori positivi. Una società in cui tutti si possano esprimere liberamente, nella politica ma soprattutto nel lavoro e nella cultura, dove le persone si rispettano a prescindere dalla loro appartenenza politica, credo religioso o stile di vita.