Le liste d’attesa certificano il fallimento di Zaia


    SANITÀ, Il segretario del PD Bisato chiede controlli. “Accorciare i tempi per i pazienti per disincentivare il malcostume”

    «Se – oltre alle dovute denunce – Luca Zaia si occupasse della sanità veneta per prevenire comportamenti illeciti intesi a superare le inefficienze del sistema regionale, credo ne gioveremo tutti». Il segretario regionale del PD, Alessandro Bisato rimarca come l’esposto della Regione alla procura di Padova sul presunto tentativo di concussione da parte di alcuni medici nei confronti di pazienti al fine di bypassare le liste d’attesa sia «un atto dovuto».

    Altrettanto sarebbe dovuto, dichiara Bisato «un impegno reale e non di facciata per ridurre le liste d’attesa in modo uniforme in tutte le strutture del Veneto. Ci sono ancora troppe situazioni di difficoltà dovute, probabilmente, anche alla carenza di personale in molte zone, dal Bellunese (fino a 146 giorni di attesa per una visita oculistica) a Piove di Sacco (147 giorni) al Veronese (174). In altri casi, come a Vicenza e nella Bassa Padovana, i tempi di attesa potrebbero essere dovuti alle modalità di esercizio e alla distribuzione dell’attività privata dei medici fatta nelle singole strutture».

    Per questo il Pd regionale, e il gruppo Pd in Consiglio chiedono «un’attenta attività di verifica del servizio. Non ci risulta sia mai stata messa in campo. Se l’Azienda Zero serve a qualcosa, inizi fin da subito i controlli», afferma il segretario regionale.

    «Consentire le visite in orari notturni», conclude Bisato, «è certamente una notizia ghiotta per chi non conosce come funziona un ospedale, soprattutto se non si dice che il personale non è aumentato, né che le ore complessive dedicate alle visite sono rimaste immutate. L’amara sorpresa ce l’hanno avuta i pazienti indotti a credere di avere un servizio aggiuntivo, quando invece, al massimo, il servizio è rimasto identico a prima. Dove i servizi funzionano bene nessuno ha interesse a cercare scorciatoie».