Il Pd per la foresta veneta, subito 70 milioni nel bilancio

    Servono misure eccezionali per l’emergenza e per azioni strutturali che evitino nuovi disastri

    Settanta milioni per la montagna e la foresta veneta, devastate dal maltempo tra fine ottobre e inizio novembre. È la proposta del Partito Democratico contenuta in un emendamento al Collegato al bilancio che approderà nei prossimi giorni in Consiglio regionale. “A fronte di eventi di portata straordinaria serve una risposta di pari livello dal punto di vista economico, per attuare azioni che siano strutturali ed evitare che fenomeni del genere, destinati a ripetersi a causa dei cambiamenti climatici, abbiano conseguenze così catastrofiche”; dicono i rappresentanti del gruppo consiliare che hanno illustrato il provvedimento questa mattina in una conferenza stampa, insieme alla collega Cristina Guarda della Lista AMP.

    “Il bilancio è stato predisposto prima del disastro, ma non possiamo pensare che resti tale e quale. Lo Stato e l’Unione Europea devono fare la propria parte, ma la Regione non può pensare di non mettere in campo un impegno speciale. Anche perché alcune scelte degli ultimi anni, dall’annullamento dei contributi alla pianificazione forestale al progressivo smantellamento del Servizio forestale tagliando il personale e frammentando le competenze tra vari uffici, hanno sicuramente pesato sulla gravità dei danni subiti poche settimane fa”.

    “Il lavoro da fare è molto – spiegano entrando nel dettaglio delle cifre – Venti milioni per ripristinare la rete viaria danneggiata, venticinque per le opere necessarie alla difesa del suolo e alla messa in sicurezza dal rischio idrogeologico, altri quindici per recuperare il patrimonio boschivo. E, ancora, cinque milioni per le opere di pulizia e smaltimento, ripascimento e ripristino degli arenili e di difesa a mare, altrettanti per aiutare le imprese silvo-pastorali, artigianali e turistiche”. Risorse da recuperare non solo per il 2019, ma anche per il 2020 e 2021 e allocate nella Missione 11 ‘Protezione Civile’, Programma 1102 ‘Interventi a seguito di calamità naturali’.

    La proposta del Partito Democratico per finanziare gli interventi è doppia: accensione di mutuo o altri finanziamenti a medio-lungo termine e l’introduzione dell’addizionale Irpef, temporaneamente come tassa di scopo, escludendo sia i redditi medio bassi che i contribuenti residenti nelle zone colpite dalla calamità. “Quest’ultima ipotesi va presa in considerazione senza nascondersi dietro il solito ritornello del ‘non mettere le mani in tasca ai veneti’. Perché se non interveniamo in modo serio, il conto da pagare sarà ben più salato”.