Caso Pedemontana, il Pd chiede Consiglio straordinario

    Il presidente della Regione non dice una parola e non sembra intenzionato a presentarsi in aula.

    Fracasso: “Verifiche su tutto il tracciato per tutelare lavoratori e futuri utenti.

    Dopo il sequestro della galleria di Malo il Partito democratico ha chiesto formalmente la convocazione di un Consiglio straordinario sulla Superstrada Pedemontana. “Abbiamo un cantiere sequestrato, per la terza volta, e 81 lavoratori in cassa integrazione per un’opera inaugurata in pompa magna non più di un mese fa. In tutto questo non abbiamo ancora sentito una parola da parte del presidente Zaia. Eppure è già passata una settimana dall’ordinanza della Procura di Vicenza”, afferma il capogruppo Stefano Fracasso, che è anche primo firmatario della mozione (sottoscritta da PD, Cinque Stelle, LeU, Amp e IiC) con cui si chiedono verifiche straordinarie sull’esecuzione e sui materiali utilizzati nelle opere in cemento armato lungo tutti i 94 chilometri della Superstrada.

    “Dopo quanto accaduto il cantiere della galleria di Malo è un atto doveroso a tutela dei lavoratori e dei futuri utenti, considerato anche gli inquietanti dettagli emersi dalle intercettazioni telefoniche. Capiamo i brindisi per le Colline del Prosecco, ma la situazione sulla Pedemontana merita ben altra attenzione. Dopo l’assenza al Consiglio sull’appalto della ristorazione ospedaliera, Zaia troverà altre scuse per non rispondere in aula su quanto sta accadendo?”.

    Intanto oggi il caso della Pedemontana è arrivato sulla prima pagina del Fatto Quotidiano, con le denunce del consigliere regionale del PD Andrea Zanoni e del segretario veneto del PD, Alessandro Bisato. In realtà il progetto di finanza iniziale si è “trasformato in contratto di somministrazione”, ricorda Bisato al giornale nazionale. “Al privato (il consorzio che costruisce l’opera ndr) va un canone fisso, mentre il pubblico incassa le entrate incerte dei pedaggi”, come stabilito dal terzo atto convenzionale della Regione Veneto nel 2017.

    Ma dopo il sequestro della galleria di Malo si moltiplicano le preoccupazioni di carattere ambientale e per la sicurezza, rimarca Zanoni: “Noi chiediamo verifiche su tutte le opere perché sono state realizzate dagli stessi soggetti che hanno costruito la galleria di Malo”.

    Per approfondire:

    Il terzo atto convenzionale siglato dalla Regione nel maggio 2017 che stabilisce un canone fisso per il concessionario

    I rilievi della Corte dei Conti