Petizione per visite ed esami medici entro i 15 km

    Prosegue anche in queste settimane l’iniziativa del coordinamento dei circoli Pd “Altosile” per diminuire le liste di attesa negli ospedali e ridurre drasticamente la distanza dai luoghi in cui vengono fatti esami e visite specialistiche. Domenica 15 settembre, i 5 Circoli PD dell’Altosile (Istrana, Morgano, Paese, Quinto di Treviso e Zero Branco) hanno ufficialmente avviato la raccolta di firme con un’iniziativa congiunta, aprendo contemporaneamente un gazebo in ogni comune.

    È un problema che si protrae da anni, spiega il coordinatore dei circoli Innocenzo D’Angelo, “e che finora i dirigenti della sanità regionale si sono rifiutati di affrontare. Causa i tagli e la carenza di investimenti le liste di attesa a Treviso sono diventate insostenibili. Sempre più spesso al momento della prenotazione viene proposto al malato di andare all’Ospedale di Motta di Livenza, di Oderzo o altre strutture per abbreviare i tempi. Andare a Motta, per i malati di Treviso e dintorni, significa sobbarcarsi almeno due ore di viaggio tra andata e ritorno e percorrere circa 100 km e più. I malati anziani, spesso non autonomi, hanno bisogno di essere accompagnati, e, se non hanno un familiare disponibile per il viaggio, sono costretti a rivolgersi  ad altre persone, spesso a pagamento”.

    “La Regione Veneto ha così creato di fatto ulteriori disagi e un vero e proprio ticket aggiuntivo”, rimarca D’Angelo costringendo i malati trevigiani a un quotidiano e costoso – in termini di tempo e denaro – pellegrinaggio all’Ospedale di Motta di Livenza.

    Da alcuni mesi il Partito democratico ha deciso di agire per rappresentare il problema e cercare delle soluzioni. “Abbiamo fatto una serie di incontri con i cittadini e con i dirigenti della sanità”, ricorda il coordinatore. “Alla Regione abbiamo chiesto i dati delle visite e degli esami fatti negli ospedali di Motta di Livenza, di Oderzo e delle strutture di Treviso (Ca’ Foncello, San Camillo e Borgo Cavalli). In un anno tra Motta e Oderzo si arriva a quasi 500 mila visite. Un numero abnorme che rende bene l’idea di quanto i trevigiani debbano investire di tasca propria per curarsi tra giornate di lavoro perse, carburante e parcheggi. È un sistema distorto i cui costi sono tutti a carico dei cittadini”.

    “A fine agosto abbiamo redatto una petizione con cui chiediamo alla Regione Veneto e al suo presidente di riorganizzare i servizi sanitari in modo da consentire la possibilità di fare esami e visite specialistiche nell’arco di massimo 15 chilometri”. Da metà settembre è cominciata la raccolta delle firme che proseguirà nelle prossime settimane con altre attività dei singoli circoli e con l’aiuto di iscritti e simpatizzanti. “In poche ore domenica ne abbiamo raccolte centinaia”, riporta D’Angelo. Entro i primi giorni di ottobre faremo la consegna ufficiale al presidente Zaia.

    La petizione

    Qui sotto le immagini dei banchetti di domenica 15 settembre.