C’era una volta il Sistema ferroviario metropolitano regionale, ora è saltato

    Fracasso, Pigozzo, Salemi e Sinigaglia (PD): “L’assessore De Berti conferma, ma il nuovo Piano dov’è?”

    “Oggi in Consiglio Regionale abbiamo celebrato il funerale del Sistema ferroviario metropolitano regionale (Sfmr). Si tratta in realtà di una morte annunciata, visto che nel programma di governo presentato da Zaia in Consiglio non ce n’era traccia. Apprezziamo la generosa disponibilità dell’assessore De Berti che ha fatto il punto della situazione con dovizia di particolari, ma ha anche implicitamente confermato che quel programma di interventi è completamente saltato”. È quanto dichiarano il capogruppo del Partito Democratico Stefano Fracasso e i consiglieri Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Claudio Sinigaglia al termine della riunione congiunta della Prima e Seconda commissione, richiesta proprio dal PD, sulla chiusura del contenzioso tra Regione e Net Engineering riguardante la realizzazione del Sfmr e sulla proroga del contratto di servizio con Trenitalia.

    “I presupposti su cui si basava e su cui era partito nel 1995 il Sistema ferroviario metropolitano regionale sono saltati. Era già chiaro dall’inizio della legislatura, poiché nel programma presentato da Zaia non se ne faceva parola, ma si parlava genericamente di rimodulazione dei trasporti e ottimizzazione del parco rotabile. Così, dopo tante inaugurazioni con caschetti gialli e slogan, con un miliardo di euro speso per dare risposte parziali e strutture a volte sottoutilizzate, ora siamo a un punto morto. La cosa più grave emersa dalla discussione di oggi è la mancanza di un piano regionale della logistica, che coinvolga infrastrutture autostradali, ferroviarie e nodi portuali e aeroportuali. L’assessore nell’affrontare la discussione e rispondendo alle nostre domande sulle prospettive future, parla di ‘politica del buon senso’. Le fa onore, ma non si può governare solo con quello, ci vuole programmazione. La revisione del vecchio Piano regionale trasporti datato 2005 deve essere una priorità urgente da affrontare e portare a termine entro questa legislatura – dicono ancora i consiglieri del PD – Anche perché nel territorio c’è una situazione troppo disomogenea: nelle aree dove il servizio è stato ammodernato, si vedono i primi risultati in termini di regolarità e di gradimento, ma in altre tratte come la Rovigo-Verona o la Rovigo-Chioggia, la criticità è invece endemica. Una situazione a macchia di leopardo che può essere risolta solo con un nuovo piano”.