Sicurezza ponti: il Pd chiede un censimento


    Mozione-trasparenza. Zanoni: “Vogliamo verifica delle condizioni statiche, delle infrastrutture regionali”

    “La Regione faccia un censimento, con verifica delle condizioni statiche, di ponti, viadotti e cavalcavia di propria competenza e solleciti un’azione analoga agli altri enti competenti. Da mesi abbiamo chiesto un elenco con un’interrogazione, ma le risposte sono arrivate solo tramite dichiarazioni stampa, oltretutto imprecise e discordanti fra loro. Occorre un’operazione-trasparenza, non ci interessano le polemiche, ma la sicurezza dei cittadini”. È quanto afferma Andrea Zanoni illustrando la mozione sottoscritta dall’intero gruppo consiliare del Partito Democratico e dalla collega Cristina Guarda della Lista Amp.

    “Nelle settimane successive al crollo del ponte Morandi abbiamo ricevuto numerose segnalazioni su situazioni particolarmente preoccupanti e anche le amministrazioni locali sono intervenute in tal senso. A Meolo, nel Veneziano, sono stati chiusi il ponte ciclopedonale nel centro del paese e quello della Fossetta, a Padova il Comune ha dichiarato la pericolosità del viadotto di corso Argentina su via Vigonovese, a Mira il sindaco è pronto a emettere un’ordinanza contro la Regione per imporre la messa in sicurezza del ponte sull’idrovia. Non sappiamo in realtà quali siano i casi più urgenti: la Regione, come ha dichiarato l’assessore De Berti, ha stanziato 15 milioni, una cifra comunque largamente insufficiente, per il consolidamento statico di venti infrastrutture, ridotte però a quattordici dall’ad di Veneto Strade Silvano Vernizzi,  che tuttavia non ha dato ulteriori informazioni ‘per non creare allarme’. È evidente quindi la necessità di un’azione di monitoraggio puntuale ed efficace”, continua il vicepresidente della commissione Ambiente.

    Da qui la presentazione di una mozione che impegni la Giunta su quattro punti: censimento con verifica delle condizioni statiche, di ponti, cavalcavia e viadotti con particolare attenzione a quelli realizzati oltre 25 anni fa; rendere pubblici i nomi delle società responsabili delle manutenzioni con relativi contratti e convenzioni; informare periodicamente il Consiglio sull’esito delle attività di monitoraggio; chiedere analoghe verifiche agli enti preposti per quanto riguarda le infrastrutture che non sono di competenza regionale”.