Vaccini, petizione del PD “Io non rinvio”


    Il partito veneto aderisce all’iniziativa che chiede l’eliminazione del rinvio

    Un petizione è online da questa mattina nel sito Internet del Partito democratico nazionale per chiedere ai parlamentari della maggioranza di retrocedere dalla decisione di rinviare l’attuazione della normativa sull’obbligo vaccinale. In particolare si chiede di eliminare il rinvio di un anno per l’obbligo di presentazione delle certificazioni sui vaccini effettuati da parte di famiglie che iscrivono i figli a scuola.

    «Aderiamo con convinzione a questa campagna e chiediamo a tutti i cittadini di firmarla», afferma il segretario regionale del Pd, Alessandro Bisato. «Il Veneto è una delle regioni dove gli attivisti no-vax sono più agguerriti, anche per le posizioni prese dalla Regione che nel 2017 aveva fatto ricorso contro la legge che prevedeva l’obbligo vaccinale per l’accesso alle scuole».

    Quel ricorso fu bocciato dalla Consulta, ricorda Bisato «in quanto la scelta dell’obbligo è del legislatore nazionale, “volta a tutelare la salute individuale e collettiva e fondata sul dovere di solidarietà nel prevenire e limitare la diffusione di alcune malattie”. Ora purtroppo l’attuale parlamento è andato oltre ogni ragionevole previsione, rimandando di un anno l’applicazione delle legge e prendendosi così il tempo per abrogarla».

    Il provvedimento ha sollevato molte critiche nella comunità scientifica, tra i medici e tra le famiglie di bambini che hanno subito un trapianto dalle quali è partito l’appello “Io Vaccino”.

    “Condividiamo la seria preoccupazione dell’Ordine dei medici”, si legge nella petizione, “il cui presidente ha affermato: “l’emendamento approvato non risponde all’evidenza scientifica circa la necessità delle vaccinazioni. Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza”.

    È inaccettabile che oggi chi governa lasci spazio alla disinformazione antiscientifica giocando con la salute dei cittadini e dei bambini in particolare. È inaccettabile l’approssimazione con cui si giustificano scelte pericolose per la salute di tutti.

    Non si combatte la scienza, si combattono le malattie. Il diritto alla salute dei bambini non si rinvia. Deputati e senatori, vi chiediamo di non dividervi su un tema come questo e, qualunque sia il vostro orientamento politico, di tutelare la salute dei nostri figli.

    È possibile firmare la petizione a questo indirizzo.